Storia

La Tessitura Frigerio è fondata da Giovanni Frigerio nel 1931, diplomato presso il Regio Setificio di Como negli anni venti. Nei primi decenni di attività produce tessuti classici in seta e misti per cravatteria, iniziando la costituzione di un immenso patrimonio di disegni jacquard, che coprono l’evoluzione stilistica e di design dell’intero secolo, e sono ancora oggi fonte di ispirazione e di concreto utilizzo per stilisti e clienti nel nuovo millennio. 

Negli anni sessanta entrano attivamente in azienda i figli Gianfranco e Sandro, dopo gli studi di ragioneria e il diploma presso il Setificio di Como. Viene ampliata la distribuzione nazionale dei tessuti e costituita una nuova azienda per la confezione e la vendita di cravatte confezionate, sciarpe e accessori. 

Negli anni ottanta Sandro Frigerio acquisisce il totale controllo dell’azienda, progetta la diversificazione della produzione, e affianca alla ormai affermata produzione di tessuti e fodere per cravatte, la produzione di tessuti per accessorio e per abbigliamento femminile e fodere per settore pellicceria. 

Nello stesso periodo, il continuo incremento del fatturato e dei metri prodotti rende necessaria la ristrutturazione e il rinnovamento degli impianti presso lo stabilimento di Capiago Intimiano, con l’acquisizione di 18 telai Vamatex con l’innovativa tecnica (per l’epoca) di inserimento della trama con pinze negative, in sostituzione degli ormai obsoleti telai a navetta, ottenendo il raddoppio effettivo della produzione. 

Grazie alla passione, a un lavoro instancabile e alla scelta di validi partner commerciali e distributori, (era il momento della nascita delle prime società “converter”), il lavoro e il fatturato continuano la loro progressione positiva, insieme all’incremento del numero di articoli prodotti e della varietà di filati utilizzati. Ben presto il vecchio stabilimento in Capiago Intimiano, diventa troppo piccolo per le esigenze della società e si rende necessario lo studio e la progettazione di una nuova sede produttiva. In quegli anni entra in società la terza generazione della famiglia Frigerio con il figlio Luca, diploma di ragioneria e informatica, e successiva formazione teorico-tecnica in ambito tessile. 

Sandro, Luca, insieme a numerosi tecnici lavorano 2 anni alla progettazione e alla realizzazione di un sogno, uno stabilimento altamente innovativo e produttivo, che consentirà una grande versatilità di tessitura, un miglioramento del controllo e della qualità del prodotto, insieme a migliori condizioni di lavoro per i dipendenti e alla creazione di spazi necessari a sostenere future evoluzioni ed espansioni.

Nel 1990 viene inaugurato lo stabilimento di Cucciago che entra in attività con nuovi 12 telai Vamatex 1001 che si sommano ai 18 attivi a Capiago. Nuovi uffici, un nuovo sistema di gestione amministrativa, della produzione e delle scorte, magazzini e impianti tecnologicamente all’avanguardia, ma soprattutto la costituzione di un gruppo di lavoro giovane e affiatato gettano le basi per un importante incremento del portafoglio clienti. 

Ben presto si rende necessario un nuovo incremento nel numero di macchine, con l’ulteriore aggiunta di 12 nuovi telai jacquard, che trovano spazio nel re-parto produzione di Cucciago pensato e predisposto in modo lungimirante per complessivi 48 telai jacquard. 

La Tessitura Frigerio con le proprie creazioni e collezioni jacquard per abbigliamento inizia ad affrontare nuovi settori e mercati, non ha ancora una vera e propria rete commerciale esterna, ma l’interesse e la fama per le innovative tipologie di tessuti creati varca i confini, e il passaparola tra tecnici e addetti del settore fa confluire nuovi clienti francesi, spagnoli, svizzeri e tedeschi, per la realizzazione di nuovi campionari. 

In questi anni entra in società anche la figlia Lucia, che si occuperà della gestione e programmazione della produzione, della razionalizzazione degli acquisti delle materie prime e della gestione del personale. 

Alla fine degli anni 90 si rende necessario un nuovo e più consistente investimento con l’acquisizione di ulteriori 12 nuovi telai jacquard con macchine di formazione del passo elettroniche, per fare fronte alle sempre maggiori richieste. Con complessivi 36 telai jacquard, la Tessitura Frigerio Srl diventa una delle prime aziende di produzione jacquard del territorio, aggiungendo i 18 telai installati presso la Tessitur a Serica G.Frigerio di Capiago Intimiano. 

Negli anni 92-95 si vive un momento di crisi per il comparto tessile nazionale, alcune aziende concorrenti chiudono, a causa della crescente sfida imposta dalla globalizzazione e dalla concorrenza di paesi con costi di produzione più contenuti (Cina, India, Corea, Turchia…), la flessibilità produttiva e la capacità della famiglia Frigerio di orientare produzione a scelte strategiche sulla qualità, la differenziazione dell’offerta, e l’ampiezza della gamma produttiva, standardizzando nel contempo la catena di produzione (telai diversi ma con alcune caratteristiche fondamentali standard), consentono proposte innovative con buona velocità di esecuzione del prodotto (just in time), minori costi nella gestione di una struttura snella e sobria, consentendo molte volte di anticipare e vincere, in modo economicamente conveniente, la concorrenza internazionale. 

Negli anni 2000 si è affrontato il rafforzamento delle posizioni di mercato, con la costituzione di una rete di rappresentanza in Italia e all’estero, e l’applica-zione dell’innovazione informatica nei processi creativi, nella ricerca di nuovi concept di prodotto, e nella determinazione dei costi di produzione, per garantire sempre il miglior rapporto tra costo, qualità, e target di mercato. 

Grazie alla preparazione tecnica e alla velocità di sviluppo di nuovi articoli, si realizzano ordini mirati di grande quantità, riproducendo a costi concorrenziali articoli proposti dagli stessi clienti (soprattutto da grandi multinazionali americane) con caratteristiche migliorate rispetto alle analoghe produzioni ori-ginali di concorrenti italiani o esteri. Nel 2006 la produzione jacquard raggiunge un volume annuale di circa 500.000 metri, distribuita per l’80% sul settore abbigliamento e un 20% sul settore pelletteria (prevalentemente tessuti “firmati” con loghi di grandi brand della moda, tra cui Fendi, Gucci, Dolce & Gabbana, Dior). 

Nel 2007/2008 si collocano nuovi investimenti in tecnologia (nuovi telai italiani PANTER a pinza positiva ed altissima versatilità) che consentiranno di aumentare il vantaggio di originalità e produttività nei confronti dei nostri concorrenti, spesso occupati ad aumentare la velocità di produzione a scapito della qualità e del numero di articoli realizzabili. 

Dalla metà del 2008 si iniziano a manifestare le prime avvisaglie di una grave crisi economica, che coinvolge inizialmente il mercato tessile americano, che ben presto crolla nel valore degli ordinativi. Nel 2009-2011 la crisi mondiale contagia anche il mercato tessile europeo e come per altre aziende sarà il periodo peggiore di sempre vissuto dalle aziende manifatturiere, come la Tessitura Frigerio Srl. 

Nel corso del 2012 c’è stato qualche segnale di ripresa, poi disatteso. 

Nonostante la crisi, abbiamo mantenuto costante l’attività di promozione di nuovi articoli e di contatto con clienti vecchi e nuovi, consolidando con i fornitori un rapporto trasparente di collaborazione e vicendevole sostegno, ottenendo, anche in considerazione della serietà sempre d imostrata e di una conoscenza pluriennale, condizioni di particolare favore negli acquisti, che hanno aiutato nel continuare ad alimentare la produzione e la fase indispensabile di campionatura e semina in vista delle future campagne di produzione. All’inizio del 2013, appena abbiamo avuto la sensazione di un miglioramento nelle attese e nella fiducia della clientela, diffuse in particolare all’estero e nei clienti italiani più votati all’esportazione, soprattutto verso mercati emergenti come Cina, India e Brasile, abbiamo deciso di fare un investimento nell’area commerciale, sostituendo una figura tecnica che aveva raggiunto età pensionabile, con un giovane ma già esperto commerciale, in possesso di un portafoglio clienti nuovo e interessante, con ottima reputazione su piazza, proveniente da tessitura concorrente. 

Abbiamo inoltre ristrutturato la rete agenti, eliminando la presenza diretta in nazioni oggi improduttive, che pesavano sul costo di promozione e campionario senza risultati concreti. 

Questi mercati sono comunque raggiunti indirettamente attraverso molteplici aziende tessili di tipo converter, che propongono le nostre creazioni con le loro reti di vendita e il nome del loro brand.

Questa scelta sta producendo un aumento della fornitura di tessuti greggi e un deciso taglio nel costo dei servizi accessori alla produzione, campionario, trasporti, agenti, finissaggio e tintura, svolti oggi marginalmente da noi e in gran parte a cura degli stessi clienti converter. 

Nel 2014 e 2015 abbiamo proseguito con la politica di investimenti industriali mirati, acquistando 4 nuovi telai PANTER E6X e 4 macchine jacquard Van de Wiele – Bonas LJ da 5408 arpini, (eliminando 4 vecchi telai Vamatex 1001). Ciò permette di realizzare disegni con rapporto di 60 cm con qualsiasi tipo di trame, in particolare le piattine di lurex metallizzato, che sono particolarmente richieste e molto difficili da lavorare. Dalla data della loro installazione queste macchine non si sono mai fermate, coprendo un altro spazio inesplorato della produzione tessile con un alto margine economico sulla vendita del prodotto, determinato dall’esclusività dei tessuti che è possibile realizzare.

Oggi, dopo avere concretizzato le opportunità di produzione, rafforzato la presenza sul mercato, guardiamo al futuro, consapevoli che è un periodo di scelte, di sacrifici e di rilancio, anche nel per la nostra azienda. Occorrono azioni corresponsabili e a salvaguardia; salvaguardia di un progetto tessile e produttivo che ha un futuro certo e evidenti possibilità di successo, salvaguardia dell’occupazione sul territorio con potenzialità in incremento, salvaguardia complessiva di un patrimonio di esperienza e avviamento consolidato. 

Non è una scommessa finanziaria, è credere nell’economia reale. Molte sono le idee in cantiere e i progetti possibili, in ambito tecnico, di marketing e promozione, ma la crisi degli ultimi anni ci ha anche insegnato e reso consapevoli che deve essere forte l’attenzione e la responsabilità nel mirare ad obbiettivi realizzabili e concreti. 

Oggi la competitività di un’azienda non si gioca solo sul prezzo del prodotto, e sulle produzioni di massa (le grosse produzioni standard sono ormai appannaggio dei produttori asiatici), ma soprattutto sull’originalità della proposta, sulla capacità di elaborare articoli sempre più difficili da tessere e difficili da clonare (mettendo a frutto esperienza e storica creatività), sulla capacità di interpretare e realizzare i desideri dei clienti, in tempi brevissimi e con prezzi onesti. Molti di questi tessuti sono realizzati con un numero di trame x cm altissimo, impensabile anni fa, che riduce il numero di metri realizzabili nella stessa unità di tempo, ma moltiplica il valore. 

Per servire con tessuti esclusivi le richieste dei settori della “nicchia” del lusso, ma anche i grossi gruppi tessili e le aziende di confezione che non vogliono essere omologati in un mercato tessile generalista e uniforme che vive in nome del basso costo e spesso della scarsa qualità. 

Gli innumerevoli attestati di stima da parte di clienti che abbiamo avuto il piacere di incontrare in decenni di attività, e dei nuovi che ancora oggi si sorprendono della nostra capacità di anticipare tendenze, o semplicemente di realizzare quanto desiderano, sono comunque le nostre migliori garanzie e credenziali. 


Dati sintetici proprietà di Cucciago:

Terreno complessivo – area superficie 10.030 mq

Terreno destinato a edilizia industriale 7.530 mq

Superficie attualmente coperta dallo stabilimento e uffici 2.921,03 mq

Area ancora edificabile rimanente per futuri ampliamenti 4.136,82 mq